lunedì 25 luglio 2011

BLUEVILLE - Butterfly Blues


Informazioni
Gruppo: Blueville
Anno: 2011
Etichetta: Tanzan Music
Contatti: www.myspace.com/bluevillemusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. When I Ring The Bell
2. Love Letters In My Guitar Case
3. Misery
4. The Blues Is Mine
5. Rosemary Lane
6. Indian Road
7. Every Year Of Your Life
8. Little Town Man
9. Blues From The Edge Of Town
10. Sorry Baby
11. Low And Slow
12. Turning Blue
13. Talking' Bout My Baby
14. Blues Generation
15. Butterfly Blues

DURATA: 1:13:20

Marco Tansini e Mario Percudani disconoscono l'affermazione "prendersi una pausa", i due artisti nostrani trovano sempre il modo di sfruttare le loro abilità, è il debutto dei Blueville, formazione di stampo blues, a vederli stavolta coinvolti.
"Butterfly Blues" è un piacevolissimo album da club, un disco che sembra volere un piccolo locale con i tavoli adiacenti al palco e attendendo che la band inizi a suonare l'assunzione di una dose inebriante d'alcol per mettersi a proprio agio e quella nuvola grigia sottile di fumo che crea atmosfera e poi lei, la musica che si fa strada fatta di note frequentemente dolciastre e melancoliche, velate di tristezza ma che al tempo stesso possono rivelare una gioia candidamente nascosta.
La proposta è di quelle che pur acquisendo la linfa vitale dal carattere artistico degli autori rimane ancorata alla tradizione del sound che dagli anni Sessanta a oggi ha accompagnato e tenuto per mano migliaia (o forse sarebbe più adatto dire milioni) di ascoltatori, il cantato emotivo che vede coinvolto la voce primaria di Percudani, di volta in volta coadiuvato da una guest femminile e da Tansini in "Butterfly Blues" o da una corale come avviene in "Every Year Of Our Life" nella quale vi è la partecipazione oltre che di Sherrita Duran anche del New Sisters Choir, è di sicuro una delle cose che al primissimo "on air" rimangono dentro.
C'è una varietà espressiva che permette a ogni brano di risultare differente e personale, l'impronta da chi accorre in supporto è utile e lascia il segno.
Con l'aumentare dei giri nello stereo si può poi decidere quali siano le movenze più adatte alla vostra persona, se sia più adeguato al vostro modo d'intendere lo stile la felina e felpata "Rosemary Lane" che mentalmente mi ha ricordato qualcosa di Sergio Cammariere, desiderare di riprendere più volte i capitoli lievemente più vivaci quali potrebbero essere "When I Ring The Bell", "Little Town Man" e Talking 'Bout My Baby" o intraprendere un viaggio solitario sulla "Indian Road" (in cui echi dei Dire Straits mi hanno sfiorato l'orecchio e quanto ho goduto con l'assolo con quel wah wah così ben presente).
E' un lavoro che seduce con naturalezza, che pur estendendosi oltre l'ora complessiva di durata risulta altamente fruibile e alla portata anche di chi non è un abituè di tale sound, una compagnia che rilassa, accarezza e rifocilla a esempio dopo una giornata di stress e che potrebbe essere utile in qualsiasi caso abbiate bisogno di scaricare le tensioni legate alla routine.
Si potrebbe parlare di tanti altri punti, dilungarsi sul perché la produzione manchi forse di quel graffio un po' più sporco che avrebbe intensificato quella sensazione retrò che magari avrebbe potuto incidere piacevolmente sui pezzi ma onestamente lo ritengo poco utile.
"Butterfly Blues" nel momento in cui è chiamato in causa ti entra dentro, si fa un bel giro sino ad arrivarti al "motore" e lo mette in moto, non c'è nulla di più che si possa richiedere a un album e non c'è tecnica o soluzione artificiosa che possa sostituire la capacità di far vibrare l'anima, in più frangenti il combo vi riesce, se non è una vittoria questa?
Consigliato a chiunque voglia ascoltare della buona musica.

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